Lear-del conflitto generazionale

L’esito di Sala Travaglio è stato la messa in scena, il 30 Maggio 2013 al Teatro Aurora di Marghera, di uno spettacolo tratto dal Re Lear di Shakespeare. Le compagnie che hanno partecipato al progetto sono Empusa TeatroH20 non potabile e ItinerisTeatro.

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SALA TRAVAGLIO – un progetto di Questa Nave
presenta

Empusa Teatro, H2O non potabile, ItinerisTeatro
LEAR/DEL CONFLITTO GENERAZIONALE
Testi di William Shakespeare / Marco Gnaccolini e Jacopo Giacomoni
Con Elena Ajani, David Angeli, Alessia Cacco, Jacopo Giacomoni, Manuela Ortolan, Davide Pachera, Caterina Soranzo, Elisa Stagni, Marco Tonino, Vincenzo Tosetto
Scenografia Elena Ajani
Costumi Davide Pachera
Luci Matteo Moglianesi
Grafica Caterina Soranzo
Regia collettiva coordinata da Alessia Cacco e Tatjana Motta
Sala Travaglio è coordinato da Francesca D’Este, Sabrina Basso, Marianna Sassano


(video di Luca Bragagnolo)

Abbiamo letto il Re Lear come un dramma sul conflitto generazionale.
Niente maschere né barbe bianche. Eccoci per quello che siamo e che pretendiamo di essere a raccontarvi cosa abbiamo trovato attraversando questa tragedia. Prima che come personaggi di Shakespeare, come testimoni della nostra generazione, che sfruttano Re Lear per rappresentare le paure e la loro potenza.
Abbiamo letto il Re Lear come dramma sul potere. Il potere che lusinga, seduce, finge e tortura, che detta le proprie regole e i propri rituali a chiunque vi entri, e che solo ai matti permette di scampare alla sua ruota.
Abbiamo messo in scena il Re Lear come atto politico. Per smentire sul palco la nostra pigrizia, il nostro sconforto, la nostra inquietudine verso il futuro.
Shakespeare è stato uno strumento per chiarire, in primo luogo a noi stessi, che cosa accade se il passaggio di testimone da una generazione all’altra s’inceppa, cosa accade quando dei giovani non sanno che strada percorrere per prendere in mano le redini del proprio futuro, ritrovandosi a reiterare gli errori dei propri padri.
Siamo andati con Lear dai palazzi del potere alla brughiera, con le sua autonomia e le sue verità; abbiamo fatto i figli esiliati, i padri accecati, i primi e gli ultimi; abbiamo provato da giovani a sentirci vecchi per scontrarci con noi stessi.
Solo una cosa vi chiediamo: accettate di non vedere capelli imbiancati e schiene ricurve.

Foto di scena di Giada Eleonora De Pra

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