Il progetto

Sala Travaglio

il travaglio di chi partorisce
di chi aiuta e sostiene
di chi aspetta fuori dalla porta
di ciò che sta nascendo
della crescita, scambio tra età
la sala del teatro
la sala prove
la sala riunioni
travaglio: anche come travail/lavoro

Questa Nave ha offerto ai nuovi gruppi del veneziano i suoi spazi. Nessuna selezione. Essi sono qui, nella pancia gravida di Venezia, disegneranno il futuro del territorio: il Teatro Aurora e il Teatrino di Via Pasini a Marghera come un luoghi di ricerca di linguaggi, e lo staff di Questa Nave per approfondire una vocazione.
Il travaglio del travail. Questa Nave ha fatto ai gruppi un’unica richiesta: incontrarsi nel lavoro, creando insieme uno spettacolo che sarà presentato a maggio 2013.
Travaglio del condividere, dell’ascoltare, del confrontarsi: identità e confronto col pubblico, che – innegabilmente – fa parte dello staff di Questa Nave. Al pubblico il travaglio della reazione, sincera il più possibile.

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SALA TRAVAGLIO – L’IDEA

C’è un tempo complicato in cui valorizzare l’esperienza e aver cura della creatività prepara il futuro, per l’una e per l’altra. E’ un tempo in cui qualcuno è ancora vivace, ma non abbastanza, e qualcuno è già maturo, ma non abbastanza. Un momento di travaglio.

Questa Nave sentiva che per la cultura di questo territorio era giunto questo momento. Ripetutamente, negli ultimi anni, molte giovani formazioni del territorio si erano rivolte a noi – per consigli, scambi, consulenze, appoggi logistici – riconoscendoci evidentemente un ruolo che si è andato formando negli anni, per le nostre scelte e per il nostro temperamento. Le abbiamo ascoltate anche oltre le parole.

Ci siamo accorti che molti giovani gruppi si stanno affacciando alla ribalta, ma – pur avendo avuto occasioni di visibilità per le loro produzioni – non in una di queste occasioni poteva esserci una prova quotidiana della propria vocazione e della propria forza. Così Questa Nave ha aperto i propri spazi e l’intera struttura organizzativa. Stiamo sperimentando un modello di residenza, che unisca il prima e il dopo; una sala travaglio.

La premessa: nessuna selezione. Se merito ci fosse stato, sarebbe dovuto emergere nel lavoro. Questa Nave non voleva assolvere una funzione critica – altri vi sono preposti a questo. Ogni domanda lecita. Questa Nave non avrebbe fornito una risposta, ma avrebbe dato tutte le opportunità di cercarla, tra loro, con noi.

Un solo paletto, ma fondante: conoscersi nel lavoro. Poi, lo spazio per mostrare i propri spettacoli – nella Stagione del Teatro Aurora di Marghera. La creazione di un progetto comune? In loro sta germinando la vita culturale futura, ed è bene che chi dovrà collaborare nel prossimo decennio, cominci definendo la propria identità nel confronto con i futuri colleghi.

Questa Nave non ha scelto il progetto. I gruppi stessi ne hanno presentati quattro, tra cui scegliere quello che avrebbe coagulato le forze comuni. È emerso Re Lear, che a loro parlava dell’alternanza tra le generazioni. Quattro gruppi hanno accettato le premesse. Liberi, ma insieme. Nel frattempo uno dei gruppi ha vinto un progetto in Lombardia ed è dovuto partire.

Oggi le tre compagnie – Empusa TeatroH2Ononpotabile, ItinerisTeatro – stanno facendo ogni passo per realizzare questa produzione; insieme a noi faranno quelli necessari per entrare in contatto con la vita culturale e i colleghi già attivi sul territorio. Questa Nave sta offrendo momenti di formazione e altri di visibilità, trattando il futuro come se fosse già presente. Offre, insomma, il maledetto, duro lavoro quotidiano, che può distruggere una vocazione o crearla.

Questa Nave

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